By Team Weltis
HR e Legge di Bilancio 2026: quello che devi sapere prima che te lo chiedano i dipendenti
Benessere finanziario - 24 marzo 2026

Ciao HR 👋🏻
Il 1° luglio 2026 i tuoi nuovi assunti avranno solo 60 giorni per decidere dove destinare il TFR. Non 6 mesi come prima. 60 giorni.
Se non aggiorni i processi di onboarding prima di quella data, ti ritroverai a gestire scelte prese per inerzia (e le domande che ne seguiranno). Non è uno scenario ipotetico: il silenzio-assenso ha già dimostrato in passato di generare confusione, soprattutto tra chi non ha mai sentito parlare di fondi pensione.
Questo è solo uno dei nodi operativi che la Legge di Bilancio 2026 mette sul tavolo degli HR.
Ma c'è anche l'altro lato… alcune misure, se usate bene, ti permettono di aumentare il valore reale percepito dai tuoi dipendenti senza toccare il costo del lavoro.
Ti sarà capitato almeno una volta: un dipendente chiede un aumento, e devi spiegargli che 100 euro lordi in più costano all'azienda quasi il doppio. Non è una conversazione piacevole. E di solito non convince nessuno.
La Legge di Bilancio 2026 non risolve il cuneo fiscale. Ma crea una serie di strumenti che, usati bene, permettono di aumentare il valore reale percepito dai dipendenti senza che quella forbice tra costo e netto sia l'unica cosa di cui parlare.
🍽 Buoni pasto elettronici: da 8 a 10 euro al giorno
La prima novità, riguarda i buoni pasto elettronici: la soglia di esenzione fiscale sale da 8 a 10 euro al giorno.
Se la tua azienda è ancora ferma al cartaceo (che resta a 4 euro di esenzione ) o a importi inferiori, questo è un intervento che si ripaga da solo in termini di percezione.
Su 21 giorni lavorativi medi, parliamo di 210 euro al mese netti in più per il dipendente, senza cuneo fiscale per nessuno dei due. È potere d'acquisto reale, immediato e misurabile.
🎯 Premi di risultato: l'1% di tassazione che non tutti hanno capito
C'è poi una finestra temporale straordinaria per i premi di produttività e la partecipazione agli utili.
Per il 2026 e il 2027, l'imposta sostitutiva sui premi di produttività scende all'1% su importi fino a 5.000 euro lordi, per chi nell'anno precedente non ha superato gli 80.000 euro di reddito da lavoro dipendente.
In pratica: un premio da 5.000 euro lordi arriva in tasca per 4.950. È una finestra temporanea e va usata adesso, il che significa formalizzare gli accordi sindacali di secondo livello entro il primo trimestre, se non l'hai già fatto.
👉🏻 Ricorda questo ai tuoi dipendenti che, se scelgono di convertire quel premio in welfare aziendale (come il versamento nel fondo pensione o nella sanità integrativa), l'esenzione diventa totale (0% di tasse). È una leva che la maggior parte dei lavoratori non conosce, e che pochissime aziende comunicano in modo strutturato.
📈 Rinnovi CCNL e lavoro a turni: attenzione ai requisiti
Due misure interessanti, con vincoli precisi che il team payroll deve conoscere.
Aumenti da rinnovo CCNL. Gli incrementi retributivi derivanti da rinnovi contrattuali firmati nel 2025 e nel 2026 godono di un'imposta agevolata al 5% per l'anno in corso. Il limite: si applica solo a chi nel 2025 aveva un reddito da lavoro dipendente fino a 28.000 euro. Per chi ci rientra, un aumento lordo vale molto di più del solito in termini di netto.
Lavoro a turni, notturno e festivo. È prevista un'imposta al 15% su un massimo di 1.500 euro annui, per chi ha un reddito fino a 40.000 euro. Verifica che il sistema paghe la stia applicando correttamente: è facile che scivoli inosservata.
Fringe Benefit: le soglie e chi riguardano
Tre fasce di esenzione, con logiche diverse:
1.000 euro per tutti i dipendenti
2.000 euro per chi ha figli a carico
5.000 euro per i neoassunti che trasferiscono la residenza di oltre 100 km per venire a lavorare da te
Quest'ultima misura è rilevante soprattutto se stai cercando profili tecnici o specializzati fuori sede. Non è solo welfare: è una leva di Talent Acquisition che puoi comunicare già nell'offerta.
I rimborsi coprono bollette, affitti, mutui e buoni acquisto. Il punto critico, operativamente, è la segmentazione: trattare tutti i dipendenti allo stesso modo significa lasciare valore sul tavolo.
🚀 TFR e previdenza complementare: la vera rivoluzione per HR da luglio
Questa è la parte che richiede più attenzione, forse il capitolo più sfidante e rivoluzionario dei prossimi mesi. Senza contare che ha una scadenza e genera domande.
Adesione automatica (silenzio-assenso) a 60 giorni. Dal 1° luglio 2026, i nuovi assunti hanno 60 giorni (non sei mesi) per scegliere dove destinare il TFR. Chi non decide, viene automaticamente iscritto al fondo di categoria (se non c’è a quello più utilizzato tra le persone in azienda). Significa che il momento informativo si concentra nell'onboarding, che per molte aziende oggi non prevede nulla di strutturato su questo tema.
Portabilità del contributo datoriale. Questa è la novità più sostanziale. Fino ad oggi, un dipendente che sceglieva di versare il TFR in un Fondo Pensione Aperto o in un PIP anziché nel fondo di categoria perdeva il contributo aggiuntivo dell'azienda. Dal 1° luglio non sarà più così. La libertà di scelta aumenta, ma aumenta anche la complessità delle domande che riceverai.
Se non hai ancora aggiornato i materiali di onboarding e i flussi operativi interni, hai qualche mese per farlo.
Genitorialità: gli incentivi che abbassano il costo del welfare familiare
Alcune misure permettono di costruire politiche family friendly senza impatto diretto sul budget.
Part-time con figli. Se concedi il part-time a un dipendente con almeno tre figli (fino ai 10 anni del più piccolo), l'azienda ottiene un esonero contributivo INPS del 100% per 24 mesi, fino a 3.000 euro l'anno. Il costo per l'azienda è gestibile; l'impatto sulla retention, in certi contesti, non lo è altrettanto.
Assunzione di madri. Assumere donne disoccupate da almeno sei mesi con tre o più figli garantisce un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui.
Congedi e malattia del figlio. I congedi parentali al 30% sono ora utilizzabili fino ai 14 anni del figlio (non più 12). I giorni di permesso per malattia del figlio salgono a 10.
Bonus mamme. L'INPS riconoscerà direttamente in busta paga circa 60 euro netti al mese alle lavoratrici madri con due o più figli e reddito fino a 40.000 euro. Non è un benefit aziendale, ma se le tue dipendenti non lo sanno, non lo richiedono. Vale la pena che arrivi da te l'informazione.
Il problema che nessuna norma risolve
Il segreto per gli HR? Trasformare la burocrazia in comunicazione.
Il 2026 porterà una quantità di domande che i professionisti delle Risorse Umane non sono attrezzati a rispondere. Non perché non siano bravi, ma perché non è il loro mestiere. "Dove mi conviene mettere il TFR?" "Mi conviene il premio o il welfare?" "Ho figli a carico, cosa cambia per me?" Sono domande di pianificazione finanziaria personale, non di amministrazione del personale.
Il rischio reale non è solo dare la risposta sbagliata. È non dare nessuna risposta, e lasciare che i dipendenti decidano da soli. Spesso male, spesso troppo tardi.
In Weltis affianchiamo le aziende esattamente su questo: consulenze individuali con esperti certificati e indipendenti, percorsi di educazione finanziaria su misura, e supporto operativo per i momenti di scelta, come l'onboarding sul TFR da luglio.
Se vuoi capire come strutturare questo prima che le domande arrivino, possiamo ragionarne insieme. Bastano 30 minuti, senza nulla da preparare.
📌 Riassunto veloce per chi va di fretta
A partire dal 1° gennaio 2026, i buoni pasto elettronici esentasse passeranno da 8 a 10 euro al giorno per tutti i lavoratori, garantendo un incremento netto in busta paga di circa 210 euro al mese.
Per il 2026 e 2027, le tasse sui premi di risultato (PdR) scendono all'1% (su un tetto massimo di 5.000 euro lordi) per chi ha dichiarato un reddito inferiore a 80.000 euro l'anno precedente.
Nel corso del 2026, gli aumenti salariali previsti dai CCNL godranno di una tassazione agevolata al 5%, riservata a chi ha un reddito precedente fino a 28.000 euro.
Sempre nel 2026, chi svolge turni o lavoro notturno e festivo e ha un reddito fino a 40.000 euro beneficerà di un'imposta al 15% su un massimo di 1.500 euro, ottenendo così un netto più alto.
Sono stati confermati i limiti per i fringe benefit: la soglia base è di 1.000 euro, che sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli e a 5.000 euro per i lavoratori trasferiti.
Dal 1° luglio 2026, la nuova portabilità datoriale nella previdenza permetterà ai lavoratori che aderiscono a FPA o PIP di non perdere il contributo versato dall'azienda, anche in caso di cambi.
Dal 1° gennaio 2026, le aziende che impiegano lavoratori part-time con 3 o più figli godranno di un esonero INPS totale, fino a un massimo di 3.000 euro all'anno.
Per tutto il 2026, le madri con almeno due figli e un reddito non superiore a 40.000 euro potranno fare domanda per il Bonus mamme INPS, ricevendo 60 euro netti al mese.
Dal 1° gennaio 2026, debuttano nuovi congedi per i genitori, fruibili fino ai 14 anni di età del figlio, che includono anche 10 giorni di congedo per malattia.